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ASSP – Interrogazione

OGGETTO: ASSP – INTERROGAZIONI

Buonasera,

L’intento primario che ci ha spinto a chiedere d’urgenza un consiglio comunale straordinario sul tema ASSP e sulla segnalazione ricevuta da parte della Corte dei Conti dall’amministrazione comunale nel giugno 2012, è quello di fare chiarezza, a noi e ai Cittadini, su alcuni aspetti che ci hanno seriamente impensierito.

Partiamo quindi da una considerazione di natura logica sui tempi e le modalità non rispettate che evinciamo leggendo a pag. 26 di tale comunicazione che così pronuncia:

La presente segnalazione deve essere utilizzata dal Consiglio comunale ai fini della valutazione delle decisioni da assumere in ordine all’approvazione di ogni atto che abbia delle ricadute di carattere finanziario, ivi comprese le eventuali variazioni al bilancio di esercizio e l’approvazione dei prossimi bilanci di esercizio.

Quindi tale comunicazione doveva essere portata a conoscenza del Consiglio Comunale in tempi brevissimi e con la dovuta trasparenza. La cosa non ci risulta avvenuta e chiediamo i perché di questa snaturalizzazione dei compiti del Consiglio.

Vi chiediamo altresì su quante variazioni di bilancio in merito abbiamo votato, avallandole in tal senso da parte nostra, senza cognizione di causa.

Entriamo poi nei dettagli di parte contabile di questa comunicazione e leggiamo a pag. 2:

una differenza tra entrate e spese correnti ordinarie a carattere negativo, nel triennio 2008-2010. Sulla base dei dati del questionario, l’ente ha registrato, per la parte corrente ordinaria, i seguenti dati consuntivi: € -1.714.644,85 nel 2010; € -1.630.066,85 nel 2009, € -1.731.022,64 nel 2008. L’equilibrio di parte corrente è stato raggiunto facendo ricorso ad entrate di natura straordinaria, in particolare attraverso l’applicazione dell’avanzo di amministrazione e la destinazione di quota-parte dei contributi per permessi per costruire.

In altre parole, la gestione di parte corrente, al netto delle entrate non sarebbe stata in grado di raggiungere il necessario equilibrio.

A Pag. 14 la Corte entra nel merito della gestione dell’Avanzo

Se è vero, infatti, che l’avanzo di amministrazione può essere, tra l’altro, correttamente impiegato per finanziare le spese correnti di gestione, esso costituisce un mezzo di copertura, comunque, di carattere straordinario, in quanto per sua natura non ripetitivo e composto di poste che presentano un margine di aleatorietà….

Quindi dell’avanzo di amministrazione per la salvaguardia degli equilibri di parte corrente dovrebbe essere un’eventualità eccezionale e non ripetuta continuativamente nel corso degli anni.

Pag 15
Ciò che si rileva non è il contrasto con legge, ma la manifestazione di una sottostante criticità sotto il profilo della sana gestione finanziaria: infatti, la ricorrenza di un simile utilizzo, per quanto attuata nei limiti di legge, rivela la carente capacità di provvedere alla copertura dello squilibrio di parte corrente con risorse derivanti dai Titolo I, II e III, ricorrendo invece ad entrate del Titolo IV dell’entrata.

Pag 16
Infatti, se lo squilibrio si ripete nel tempo è sicuro indice di una spesa che è divenuta strutturalmente superiore alle entrate ed i rimedi che l’ente deve adottare debbono essere maggiormente incisivi e complessi poiché devono consistere, alternativamente o congiuntamente, in una progressiva riduzione della spesa o in un aumento delle entrate ordinarie (primi tre Titoli).

Quindi dell’avanzo di amministrazione per la salvaguardia degli equilibri di parte corrente dovrebbe essere un’eventualità eccezionale e non ripetuta continuativamente nel corso degli anni.

Sono corrette la nostra interpretazioni? E se sì, perché non siamo stati messi a conoscenza di tali situazioni che da parte nostra ci avrebbero portato ad esprimerci forse in modo diverso sulle singole votazioni e a chiedervi da subito spiegazioni ed accurati ed esaustivi chiarimenti nel merito?

Passiamo ora a pag. 21 della Corte:
Da quanto emerge dagli atti istruttori, l’origine della controversia, oltre che nella bad practice, tollerata, della ritardata fatturazione, troverebbe ragione nella liquidazione di importi per i servizi resi superiore tanto al programmato che ai prezzi di mercato nonché, in taluni casi, per fatturazioni che si assume relative a “servizi non resi”.

Vi domandiamo quindi di indicarci nello specifico: di quali fatture si tratta e quali sono i servizi non resi? Sono state emesse fatture per importi superiori al programmato e ai normali prezzi di mercato?

Cesano Maderno, 31 gennaio 2013

>> Scarica l’interrogazione

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