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Serata Bilancio Partecipativo: ringraziamenti

Bilancio Partecipativo Ieri sera, a Cesano Maderno, si è tenuta la Serata sul Bilancio Partecipativo, che ha visto come brillante e ottimo relatore Stefano Stortone, ricercatore all’Università degli Studi di Milano ed esperto del tema.

Ringraziamo Stefano, il Comune di Cesano Maderno che ha supportato la serata, il nostro consigliere Sergio Mazzini e tutti gli Assessori, Consiglieri e i numerosi cittadini che hanno partecipato all’evento.

Invitiamo chi non è riuscito a esser presente ma è comunque interessato al tema, a visionate la slide che segue realizzata da Stefano Stortone e a visitare il sito di Canegrate, Comune in cui il bilancio partecipativo è prassi ormai da diversi anni.

Di seguito potete trovare infine ulteriori approfondimenti sul Bilancio Partecipativo.

IL BILANCIO PARTECIPATIVO
In termini generali, il bilancio partecipativo (bp) è un qualsiasi processo attraverso cui i cittadini decidono direttamente come spendere delle risorse economiche. Esso può riguardare il bilancio di un ente privato o pubblico, il bilancio nel suo complesso – individuando le aree prioritarie e relativi progetti – o uno specifico ambito, e coinvolgere un territorio ed una popolazione circoscritta od essere di dimensioni addirittura statali.

Vi sono molteplici modalità di partecipazione e di decisione che dipendono sia dal contesto in cui il bp si applica che dai valori di fondo che si vogliono perseguire. Sia l’uno che l’altro incidono sui risultati in termini di efficienza, efficacia, partecipazione, consenso, equità e redistribuzione.

Tuttavia, la dimensione valoriale è quella che conta maggiormente e che modella un progetto di bp all’interno di qualsiasi contesto, contribuendo a modificarlo. Tra gli obiettivi centrali e universalmente riconosciuti di un bp, c’è la creazione di capitale o tessuto sociale, un’equa redistribuzione delle risorse ed il finanziamento di priorità e opere e azioni condivise dal basso. Per questo motivo, il bp non è solo mera partecipazione intesa come misurazione aritmetica di preferenze, ma anche un percorso istituzionalizzato di coinvolgimento fondato su regole certe e autogestite, su momenti deliberativi, elettivi e decisionali e un complesso sistema di pesi e criteri perequativi volti a tutelare fasce di minoranza e privilegiare principi ed elementi generalmente considerati importanti (ad esempio, criteri di giustizia sociale).

La sperimentazione di processi di bp per iniziativa della P.A. comporta una sfida ulteriore che è quella di riuscire a “coinvolgere” la società nel progetto sia in termini quantitativi (livello di partecipazione) che qualitativi (spirito di partecipazione), preservando il carattere sussidiario e propositivo dell’iniziativa e assolutamente neutrale. Il bilancio partecipativo è un progetto culturale prima ancora che un’opera di “ingegneria istituzionale” e per questo motivo esso deve essere visto come un processo graduale con risultati non immediati. Per tutte queste ragioni è fondamentale un progressivo e costante coinvolgimento di tutti gli attori della società civile e l’utilizzo di tutti i canali a disposizione per comunicare e rendere chiunque consapevole delle opportunità a disposizione.

(Testo del Centro Studi Democrazia Partecipativa)

Category: News

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