Cesano Maderno 5 Stelle

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La Settimana del MoVimento 5 Stelle in Regione Lombardia: 13/20 Dicembre

Sostegno al lavoro, all’occupazione e alle piccole e medie imprese in crisi: il Consiglio regionale lombardo ha approvato un progetto di legge proposto dal Movimento 5 Stelle nel giugno scorso che aiuta l’adozione nelle aziende dei contratti e degli accordi di solidarietà.

Lo strumento sostiene l’occupazione in caso di crisi aziendale mantenendo i lavoratori “in azienda” aiutando finanziariamente le piccole e medie imprese, comprese quelle (mai considerate) con meno di 15 dipendenti.

Il provvedimento incentiva la stipulazione di accordi tra l’azienda e i lavoratori che riducono l’orario di lavoro mantenendo congruo il livello degli stipendi, evitando così la riduzione del personale. I contratti di solidarietà, grazie alla riduzione dell’orario lavorativo, favoriscono anche nuove assunzioni.

E’ una legge regionale che darà ossigeno alle aziende e all’occupazione. È la prima legge a cinque stelle approvata dalla Lombardia; trasforma in legge la volontà di cittadini e PMI. L’approvazione all’unanimità di un provvedimento portato in Regione da M5S chiude la bocca una volta per tutte a coloro che, compreso il Presidente Maroni, ci danno degli inconcludenti. Al contrario le nostre proposte sono concrete, convincono e migliorano la Lombardia. Erano anni che non veniva approvata una legge delle minoranze. Noi in 9 mesi abbiamo raggiunto anche questo risultato.

I contratti di solidarietà non lasciano nessuno indietro, riducono l’orario di lavoro, ma mantengono l’occupazione. Per M5S il lavoro è una priorità e questa legge ridurrà gli effetti della crisi economica sui soggetti più deboli. Video – I Contratti di solidarietà di M5S Leggi tutto

In Consiglio Comunale un flash mob per dire NO all’Inceneritore

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, tenutosi martedì 26 novembre, gli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Cesano Maderno insieme ad alcuni cittadini hanno manifestato la loro disapprovazione contro il nuovo piano industriale BEA e contro l’ampliamento dell’Inceneritore di Desio attraverso un flash mob.

Ecco un articolo tratto dal sito Quibrianza che ne parla.

– Un blitz in Consiglio comunale per esprimere tutto il malcontento sul voto a favore del piano industriale di B.E.A. (Brianza Energia Ambiente) e, più in generale, del forno inceneritore. Lo hanno compiuto l’altra sera, martedì 26, alcuni cittadini che si sono presentati con uno striscione.

Flashmob No Inceneritore
Soprattutto attivisti del Movimento 5 Stelle o, comunque, cittadini che nell’occasione hanno apprezzato la scelta compiuta dai Grillini che si sono apertamente schierati contro l’inceneritore. Un flash mob in piena regola che ha visto protagoniste una dozzina di persone che hanno scelto non a caso la città di Cesano Maderno per manifestare: la nostra amministrazione comunale, del resto, già dalla prima votazione dell’ottobre 2012 è stata una delle più convinte sostenitrice della bontà della politica aziendale di Brianza Energia Ambiente.

Mascherina in volto (non per nascondersi ma per far capire la loro avversione nei confronti dell’inquinamento) e uno striscione con la scritta: “No inceneritore, sì rifiuti zero”. Nel frattempo, al di là della protesta plateale, la battaglia contro il piano industriale si estende anche al web e ai social network: su Facebook è stata da poco creata la pagina “No inceneritore di Desio” per riaffermare la necessità di una politica ambientale che punti su nuove tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti. –

Italia: neonati che muoiono d’Inquinamento

Una notizia da leggere con la massima attenzione. Ecco una delle conseguenze più terribili e tragiche dell’inquinamento. Quali possono essere invece i danni per la salute di ciascuno di noi nei luoghi contaminati dalla presenza di un inceneritore?

C’è un allarme ancora inascoltato. E riguarda i siti più inquinati d’Italia e la mortalità dei bambini. I dati degli epidemiologi sulle zone inquinate dicono che “In 15 anni sono stati 3328 decessi di neonati e 91 gravidanze finite male”. Le situazioni più critiche si sono verificate a Mantova, Taranto e Massa Carrara.

La notizia la riporta l’Espresso. Eccone alcuni passaggi:

I Sin sono i Siti di interesse nazionale, i luoghi più inquinati d’Italia, i buchi neri del Paese, che rappresentano il 3% di tutto il territorio. Complessi industriali, petrolchimici, discariche, acciaierie: anche quando le attività produttive hanno chiuso i battenti, o sono oramai residuali, la loro eredità permane nelle falde acquifere e nei terreni. E lascia traccia nella salute dei residenti. O dei piccoli residenti. Come sta dicendo appunto la ricercatrice, che negli anni è diventata l’anima del progetto Sentieri, lo studio del governo commissionato all’Istituto superiore di Sanità e al Cnr per fotografare la salute dei residenti di 44 dei 57 Sin.

Primo cerchio rosso: in 15 anni, dal 1995 al 2009, i bambini da 0 a 1 anno che sono deceduti nei Sin sono 3328. Sono 128 in più dei casi attesi: circa nove all’anno per 15 anni. Solo nel primo anno di vita.
Secondo cerchio rosso: origine perinatale. Sono 91 gravidanze finite male, bambini morti prima di nascere, feti abortiti. Casi in eccesso: se ne attendevano 1812, sono stati osservati 1903. Non si parla di tumori, anzi quelli sono anche inferiori ai casi attesi, ma di tutte le altre cause di mortalità

Nelle pubblicazioni di settore, spulciando tra i documenti a disposizione dei congressisti, ecco i buchi neri più buchi neri d’Italia: Mantova, innanzitutto. La città del polo petrolchimico, e del Festival della Letteratura, ha 13 casi in più di neonati morti, rispetto a quelli attesi, e ben 49 tra i bambini fino a 14 anni.

Taranto, ovviamente: ne ha 31 fino a un anno (è il record in Italia) e 18 nell’altra fascia. Segue il Sin di Massa Carrara, che comprende gli impianti della Syndial (Eni), della Solvay, l’ex Farmoplant e l’ex Ferroleghe, ma anche zone non contaminate e alcuni tratti di mare a ridosso della costa. Ci sono 12 neonati morti in più rispetto al resto d’Italia, 15 tra i bambini fino a 14 anni. «Bisogna agire, e presto – dice Roberta Pirastu – perché parliamo di terre contaminate e di numeri che possono solo crescere, se non si fa qualcosa».

FONTE: Lafucina.it

La Settimana del M5S in Regione Lombardia – 25 Ottobre/1 Novembre 2013

Maxirendite per 221 ex consiglieri regionali lombardi ottenute grazie a versamenti irrisori: in qualche caso un contributo di 27mila euro ne ha fruttati 492mila. Il record: 6mila 300 euro al mese percepiti dal 2005”. La denuncia del Movimento 5 Stelle, raccolta dalla stampa, ha sollevato un polverone in Lombardia. E mentre il presidente Maroni ha cercato di minimizzare “abbiamo eliminato i vitalizi” i nomi della casta dei privilegiati sono finiti nero su bianco. Anche il presidente del Consiglio regionale Cattaneo ha provato a mettere un cerotto allo scandalo, e il suo imbarazzo, nel video che abbiamo pubblicato, è palese. Leggi tutto