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Fusione di ALSI in Brianzacque: domande in preparazione del Consiglio Comunale del 19-12-13

Buongiorno, in preparazione del prossimo consiglio comunale vogliamo sottoporre alcune riflessioni e domande relative alla fusione di ALSI in Brianzacque.

1. Alcune amministrazioni comunali si sono poste interrogazioni sulla restituzione della remunerazione del capitale investito e sulla presunta retroattività della tariffa. La Giunta che informazioni ci può dare in merito? Qual è la posizione di Cesano Maderno?

2. Le altre amministrazioni comunali interessate hanno deliberato? E’ possibile avere dettagliato della situazione?

3. Potete illustrarci il piano di fusione successivo a questa deliberazione come previsto dal Codice Civile? E’ possibile avere il piano di fusione in formato cartaceo ed elettronico?
Siamo consapevoli che potranno essere posti dei correttivi al piano di fusione ipotizzato, ma  chiedere ai comuni le retrocessioni senza aver chiarito il piano futuro non ci sembra opportuno. Non ci sembra neanche corretto che non venga spiegato tutto questo ai consiglieri comunali, anche perché eventuali danni saranno a loro carico. lo dovranno risarcire loro.

4. Che fine faranno le quote dei soci che non retrocedono? Chi le acquisterà?

5. Quanto vale ALSI?

6. In questa fusione, che cosa comporterà il passaggio di proprietà dei beni demaniali e degli investimenti in corso (depuratore, per esempio?). Brianzacque sara’ proprietaria di tutti gli impianti?

7. Quanto varranno le quote del comune di Cesano una volta in Brianzacque?

8. Che succede se il percorso non viene finalizzato al 31 dicembre 2013?
Vi ricordiamo la segnalazione AGCM, l’art. 34, comma 21, del D.L. n. 179/2012, il quale stabilisce che: “Gli affidamenti in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto non conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea devono essere adeguati entro il termine del 31 dicembre 2013 pubblicando, entro la stessa data, la relazione prevista al comma 20. … Il mancato adempimento degli obblighi previsti nel presente comma determina la cessazione dell’affidamento alla data del 31 dicembre 2013.” Pertanto, qualora Brianzacque al 31 dicembre non dovesse ancora possedere i requisiti (cosa molto più che probabile per la presenza di Gelsia), l’affidamento decadrebbe automaticamente. Con quali effetti?

9. Le condizioni affinché Brianzacque ottenga i requisiti necessari per avere un

  • affidamento in house del servizio dal nostro punto di vista non potranno realizzarsi entro la data del 31 dicembre 2013. I motivi consistono:
  • nella complessità della proprietà delle quote di Gelsia Reti srl, che determina l’impossibilità tecnica della sua estromissione dalla compagine sociale di Brianzacque entro tale data;
  • nella inattuabilità, per stessa ammissione dei suoi amministratori, della estromissione dalla compagine di Brianzacque di Idra patrimonio che deve realizzare un triplo passaggio, consistente nella preventiva incorporazione della Costruzion.e srl, società con capitale privato di cui detiene l’80% delle quote, nella scissione della società tra i Comuni soci del territorio milanese e del territorio monzese, per poi procedere alla fusione per incorporazione in Brianzacque dei Comuni soci del monzese;

occorre inoltre tenere presente che anche molti dei Comuni soci di ALSI, pur avendo deliberato in Consiglio l’acquisizione delle quote di Brianzacque detenute da ALSI, renderanno effettiva tale acquisizione solo nel 2014 e, pertanto, anche in presenza di un progetto di fusione approvato, entro la fine del 2013 non saranno soci diretti di Brianzacque.

Pertanto, entro il 31 dicembre, non potrà realizzarsi una delle condizioni indispensabili affinché Brianzacque possa avere un affidamento del servizio ottemperante alla vigente normativa, in quanto perdurerà il contrasto sia con la normativa di derivazione comunitaria regolante gli affidamenti in house, sia con la normativa nazionale contenuta nel D.Lgs. n. 152/2006, cosiddetto Codice dell’Ambiente, il quale, all’art. 150, comma 3, stabilisce che: “La gestione può essere altresì affidata a società partecipate esclusivamente e direttamente da comuni o altri enti locali compresi nell’ambito territoriale ottimale…”.

Da tutto ciò discende che il 31 dicembre 2013 l’affidamento del servizio idrico a Brianzacque cesserà automaticamente, ai sensi dell’art. 34, comma 21 del D.L. n. 179/2012, il quale stabilisce che: “Gli affidamenti in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto non conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea devono essere adeguati entro il termine del 31 dicembre 2013 pubblicando, entro la stessa data, la relazione prevista al comma 20. … Il mancato adempimento degli obblighi previsti nel presente comma determina la cessazione dell’affidamento alla data del 31 dicembre 2013.”.

Dall’approvazione del progetto di fusione deriverebbe la scomparsa di una Società che secondo la normativa vigente può gestire il servizio idrico e la sua incorporazione in una Società che non ha i necessari requisiti e che, conseguentemente, vedrà cessare il suo affidamento tra pochi giorni.

Tale criticità è stata valutata da ALSI? E’ stata comunicata ai Soci?

9. A quel punto cosa potrà fare la conferenza dei Sindaci? Non potrà fare proroghe perché l’affidamento è cessato. Si riunirà per un ulteriore affidamento contra legem? Si riunirà per dire abbiamo sbagliato tutto? In quel caso dalle carte a disposizione della Corte dei Conti risulterà che il Consiglio comunale ha affidato un servizio a una spa mai legittimata ad operare (omissione e abuso atti d’ufficio e responsabilità per danno erariale).

10. Parliamo anche dei lavoratori in tutto questo percorso. A noi risulta che le trattative sindacali in Brianzacque sono state interrotte a seguito di trasferimento di lavoratori ALSI e IDRA in Brianzacque senza che l’affidamento sia stato completato. Che cosa ci dite in merito?

11. La notevole capacità finanziaria di ALSI, grazie alla sua fusione in Brianzacque, permetterà a quest’ultima di ripianare i suoi debiti?

12. Nella fusione quali sono i vantaggi di ALSI?

13. Sul metodo di valutazione adottato

Leggiamo nelle relazioni che il valore delle società è stato effettuato utilizzando il metodo patrimoniale. Normalmente si utilizza nelle perizie di stima il metodo misto, reddituale patrimoniale. Lo stesso metodo per intenderci utilizzato in sede di conferimento degli erogatori nel 2007 all’avvio di Brianzacque srl. Il differente metodo adottato determina una disparità di trattamento tra i soci e  e un minor valore della ALSI Spa.
Nell’attivo di Brianzacque è infatti iscritta la voce avviamento quale differenza di conferimento rispetto ai beni apportati dati soci che in sostanza riferiscono alla capacità di tali conferimenti a produrre reddito d’esercizio. Tralasciando il particolare che il reddito d’esercizio in Brianzacque è elemento scarsamente presente a differenza dei corposi debiti, il mancato utilizzi del metodo misto penalizza fortemente ALSI che ha invece una struttura aziendale in grado di produrre reddito e anche consistente, e in sostanza di incrementare l’EVA (Economic Value Added). Tale attitudine di ALSI a produrre valore viene completamente evasa del metodo di valutazione patrimoniale prescelto.

Tutto ciò non è indifferente: non solo a fronte di quote di una società priva di capacità reddituale (Brianzacque), vengono offerte quote di una società in grado di produrre valore per i suoi azionisti (Alsi), ma questo valore di scambio è anche sottostimato.

Non vogliamo azzardare ma almeno un 10 % in più di valore poteva essere assegnato alla ALSI e di conseguenza ai Comuni che pertanto perdono di fatto diversi milioni di euro: sono cifre di rilievo che vale la pena non sprecare.

Alcuni tra i più grandi economisti del settore (come Guatri e Bini “Nuovo trattato sulla valutazione delle Aziende”, di 1070 pagine) sostengono che una mera valutazione patrimoniale non è corretta. Altrimenti perché sprecare tutto quell’inchiostro e diventare rettore della Bocconi e visiting professor negli USA?

Ma allora perché è stata scelta questa metodologia di valutazione? Per far meglio comprendere dobbiamo prendere in mano il telefonino. Se il valore della Apple (book value) è  pari a  100  e quello della Nokia 50 la fusione determina che la Apple avrà la proprietà di 2/3 della nuova società. Ma dato che la gran parte dei consumatori hanno l’intenzione di acquistare nel prossimo triennio almeno un dispositivo Apple tale capacità di generare profitto porta il valore della Apple a 150 (100 per il patrimonio e 50 di attualizzazione del reddito). Quindi  dopo la fusione, gli azioni di Apple avrebbero i ¾ di proprietà della nuova società (150 su 200). Ma perché questo metodo definito misto o reddituale – patrimoniale che oltre ad essere il più frequentemente usato non è stato applicato? Giova ricordare che nella valutazione delle partecipazioni di Idra, Gelsia e SIB venne applicato tale metodo con probabile sovra-stima delle prospettive reddituali di tali società. Quindi i Comuni rischiano di perderci 2 volte: una perché gli altri soci sono stati a suo tempo sovravalutati e ora perché la sua quota è stata sottovalutata. Ma perché è stata fatta questa scelta? Tanto più che la fusione ha l’aggravante di venir fatta ad un soggetto illegittimo con il rischio di perdere non solo il reddito ma anche il patrimonio (in specie quello relativo alle disponibilità monetarie) che verrà utilizzato per pagare i debiti di Brianzacque.

Riteniamo che la Corte dei Conti, come per il caso Serravalle, arriverà alle nostre stesse conclusioni con grave rischio patrimoniale per coloro che voteranno favorevolmente a tale impostazione.
Tanto più quando verrà anche dichiarata decaduto ed illegittimo l’affidamento brianzolo.

Che cosa ne pensate?

14. L’effetto della fusione sarà che gli attuali soci di ALSI prenderanno la stessa quota che ha ALSI in Brianzacque pur conferendo una società che vale molto di più, ricevendo in cambio le quote di una società che appare illegittima, che è sicuramente indagata ed ha scarsa capacità di reddito? E’ possibile motivare il contrario?

15. La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 320/2011, chiarisce che la proprietà di reti e impianti non può essere trasferita a una società che, pur avendo la totalità delle quote nelle mani degli enti, è un organismo di diritto privato e non può essere proprietaria delle reti che sono demaniali e inalienabili.

A riguardo il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nella Relazione redatta nell’ambito del Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, attualmente pendente e relativo all’illegittimo affidamento avvenuto a favore di Brianzacque, si è così espresso: “La Corte Costituzionale, con sentenza 320/2011 del 24 novembre 2011, ha affermato il principio della incedibilità, a soggetti privati, delle infrastrutture a rete del servizio idrico integrato, comprendenti acquedotti, fognature, depuratori e relative infrastrutture pertinenziali; la sentenza, tra l’altro, va anche a risolvere alcuni problemi interpretativi dei quesiti referendari del 12 e 13 giugno 2011, i quali non avevano inciso sulla questione relativa alla proprietà delle reti del servizio idrico integrato. Il conferimento in proprietà delle reti idriche, ad una società per azioni, anche se a capitale interamente pubblico, trasformerebbe le reti medesime in patrimonio aziendale privato e le renderebbe pertanto soggette a trasferimento in favore di un terzo o ad azioni esecutive, con violazione degli artt. 822, 823 e 824 del codice civile.”

Autorevole dottrina, ha indicato come le sole Società patrimoniali come ALSI (costituite prima dell’entrata in vigore della L.R. n. 21/2010, secondo la tesi più restrittiva, precedentemente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 112/2008) operanti nell’ambito della Provincia di Monza e Brianza, risulterebbero le legittime affidatarie del relativo servizio idrico.

Altri commentatori hanno invece messo in dubbio che la proprietà di reti e impianti possa essere trasferita a qualsiasi società di diritto privato.

Da dove deriva quindi tutta la sicurezza in merito alla legittimità di un’operazione che prevede il trasferimento delle proprietà di reti e impianti in una società di diritto privato che non è mai stata patrimoniale, che non ha la totalità delle quote in mano degli enti locali e che non ha nemmeno un affidamento legittimo, che cesserà il prossimo 31 dicembre?

16. Per il segretario generale ed il presidente del consiglio

Preso atto che l’affidamento del servizio a Brianzacque decadrà alla data del 31 dicembre, della conseguente inutilità del progetto di fusione di ALSI in Brianzacque e, anzi, della dannosità dello stesso, visto che la sua approvazione porterebbe all’impossibilità di avere una società brianzola affidaria in house del servizio, considerati inoltre i costi per le casse pubbliche che il progetto ha già comportato e che comporterà ulteriormente, il Presidente del Consiglio comunale che tutela i diritti e le prerogative dei Consiglieri e che decide sulla ricevibilità dei testi presentati per l’esame del Consiglio, non ritiene che l’eventuale approvazione del progetto di fusione possa esporre i Consiglieri che dovessero votare in favore della relativa delibera al pericolo di essere perseguiti per danno erariale?

17. Nell’ambito delle operazioni di fusione tra due o più società, la definizione del rapporto di concambio rappresenta uno dei momenti più importanti dell’operazione.

Il rapporto di concambio è la conseguenza dapprima di studi e valutazioni di esperti nominati dalle rispettive società (advisor) e successivamente da accordi tra le parti. La stima di valore può essere ottenuta sia mediante la valutazione separata delle società, attraverso la previsione dei rispettivi flussi di cassa attesi, sia attraverso un approccio “sinergico” vale a dire tenendo conto dei risultati attesi post fusione.
E’ stato fatto? Possiamo essere meglio informati?

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