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Cesano Maderno 5 Stelle

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Le ultime News dal Consiglio Regionale della Lombardia

Mozione M5S coppie di fattoIl Consiglio regionale della Lombardia si è riunito martedì 3 febbraio per la valutazione di atti di indirizzo.

Ecco quelli sottoposti all’assemblea dal Movimento 5 Stelle della Lombardia:

Mozione, unioni civili e trascrizione matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle della Lombardia (con 37 voti contrari e 31 favorevoli) che chiedeva alla Regione di promuovere la trascrizione nei registri di stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero e la costituzione di registri delle unioni civili nei comuni lombardi. Il Movimento 5 Stelle proponeva anche di estendere le agevolazioni regionali previste per i nuclei familiari a coloro che sono iscritti ai registri, di prevedere atti di riconoscimento delle convivenze e di promuovere nelle scuole medie e superiori incontri di educazione alla diversità. È incredibile quel che è successo in Aula: dopo aver esposto la mozione il Presidente Cattaneo, arroccandosi a una libera interpretazione del Regolamento Regionale, mi ha impedito di intervenire in discussione per rispondere alle tesi, prive di fondamento, della maggioranza e, con ciò, censurando il libero svolgimento del dibattito istituzionale su un tema che la maggioranza ha paura di affrontare. C’è oggettivamente un vuoto normativo sulla tutela delle coppie omosessuali. La maggioranza impone un unico modello famiglia disconoscendo principi fondamentali sanciti dalla Costituzione e muovendosi in modo impacciato e forzato attraverso libere interpretazioni della Costituzione e delle stesse sentenze della Corte Costituzionale. Regione Lombardia è arroccata a una visione oscurantista ottenebrata da paura e pregiudizio rispetto a ciò che è diverso, lontana anni luce dal naturale evolversi della società, dando una propria e del tutto soggettiva interpretazione ai principi di uguaglianza e al concetto di famiglia sanciti nella Carta Costituzionale, una sorta di teocrazia familista con una maggioranza che vorrebbe imporre la così detta famiglia naturale come unico modello e rifiutando di promuovere i diritti di tutte le espressioni familiari. È evidente che di questi temi occorra parlare, aprire dibattiti e confronti, portare testimonianze dirette ed è per questo che il M5S continuerà, nonostante la bocciatura di questa mozione, a presentare azioni istituzionali per sensibilizzare chi sta al Governo ad intraprendere azioni a tutela dei diritti. Oggi speravamo in un passo avanti in Lombardia, al contrario dobbiamo osservare che questa maggioranza ha deciso di perdere il treno della civiltà e stracciare la Costituzione. Iolanda Nanni – consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

A2A, interrogazione sull’inceneritore di Brescia. L’Assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi ha risposto, nel corso del Consiglio regionale, a un’interrogazione del M5S Lombardia in merito alle criticità riscontrate da ARPA nell’inceneritore A2A di Brescia. Nella relazione vengono messe in luce diverse criticità nella gestione dell’impianto, come spesso è successo dopo le visite di ARPA. Ad esempio Aprica, il gestore dell’impianto, utilizza un algoritmo per misurare la temperatura della camera di combustione non validato scientificamente, il tenore di ossigeno della camera di combustione è troppo basso (con conseguenze sulla qualità dei fumi che fuoriescono) e non sono state adottate completamente le prescrizioni oggetto della diffida del 2012 relative al mantenimento dei limiti di CO e COT (carbonio organico totale, indice della qualità della combustione). Il M5S chiedeva all’assessore di prendere provvedimenti verso i gestori dell’impianto, considerato anche che il testo unico ambientale prevede, in caso di non ottemperanza alla diffida, anche la revoca dell’Autorizzazione integrata ambientale. Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: “La risposta dell’Assessore ci è parsa surreale. Infatti, a proposito delle condizioni anomale di funzionamento e dei limiti di CO e COT, l’Assessore ha parlato di una interpretazione non univoca del testo unico ambientale, in particolare del comma 4 dell’art. 237 octies decies. Vi sono infatti due interpretazioni diverse della normativa e quindi con diverse conseguenze sul gestore. Da un lato una interpretazione, che l’Assessore stessa ha definito “restrittiva”, di ARPA Brescia e dall’altro una interpretazione più “morbida” di Aprica, incredibilmente condivisa da Regione Lombardia. Siamo al paradosso! ARPA Brescia, che fa parte di ARPA Lombardia, ente del sistema regionale, braccio di regione Lombardia per la tutela dell’ambiente, competente nella legislazione ambientale, ed una società controllata da una società per azioni, Regione Lombardia condivide il parere di Aprica! ARPA Brescia fa gli interessi dei cittadini, ovvio che Aprica faccia i suoi! E Regione Lombardia avalla e condivide gli interessi di Aprica. La regione fra gli interessi dei cittadini e di società per azioni si sceglie la seconda”. “Invece che valorizzare il lavoro dell’ente del sistema regionale, si preferisce chiedere al Ministero di chiarire la questione, sperando magari che dia ragione ad Aprica. La regione deve seguire l’indirizzo di ARPA Brescia, sarà compito poi del gestore far valere il suo parere in altre sedi se ritiene di essere nel giusto. È veramente incomprensibile questa presa di posizione della Regione. A questo punto cosa ne facciamo degli enti come ARPA se li si mortifica in questo modo? Non solo non ci sono soldi per loro e manca il personale, ma addirittura non si segue l’interpretazione delle leggi di cui ARPA è pienamente competente e a cui la Regione ha dato questo compito”, conclude Maccabiani.

Interrogazione sull’indotto del Gran Premio di Monza. L’Assessore Fabrizio Sala ha risposto, nel corso del Consiglio Regionale della Lombardia, a un’interpellanza del Movimento 5 Stelle Lombardia che chiedeva chiarimenti sulle intenzioni della Giunta Maroni in merito ai contributi economici che vuole dare per mantenere il Gran Premio di Formula 1 nell’autodromo di Monza. Gianmarco Corbetta, consigliere del M5S Lombardia, ha spiegato: “Bernie Ecclestone ha chiesto il raddoppio del canone attuale (da 10 a 20 milioni di dollari all’anno), altrimenti è pronto a sloggiare da Monza e l’autodromo, per continuare ad accogliere la F1, necessita di un rinnovamento strutturale per svariati milioni di euro. La Sias, la società che gestisce l’autodromo, questi soldi non ce li ha e di investitori privati non se ne vede nemmeno l’ombra; per cui il Governatore Maroni ha promesso di stanziare 20 milioni di euro”. “Lo stanziamento – continua Corbetta – è subordinato all’ingresso nella proprietà del Parco della Regione Lombardia senza esborso di tasse. Il MoVimento 5 Stelle non intende schierarsi a favore o contro l’autodromo, il punto è capire se un esborso di risorse pubbliche così ingente (i 20 milioni annunciati da Maroni) sia realmente giustificato dall’indotto che il Gran Premio porta con sé oppure no. Riteniamo difatti inadeguate le analisi sull’indotto che ogni anno rilascia la Camera di Commercio, in quanto si tratta di analisi basate su stime e previsioni, non di dati a consuntivo”. Corbetta ha proseguito: “Ho chiesto dati che giustifichino l’investimento previsto. Ho chiesto dati sull’indotto e non sono arrivati. Deduco che non ne esistono. Una spesa di 20 milioni di euro senza sapere nulla di quanto porterà l’investimento non è intelligente. Volevo capire se quei fondi pubblici sono davvero utili per il territorio, volevo che la giunta mi convincesse che spendere questo danaro pubblico nel rilancio dell’autodromo e del Gran Premio d’Italia a Monza – in questo momento di crisi – fosse più utile per la collettività che investirli nel supporto alle PMI, alla cultura, alla scuola, alla sanità e al trasporto. Ma l’assessore Sala non è stato in grado di fornire alcuna risposta convincente.

Interrogazione su dati sanitari e privacy. L’Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani ha risposto, nel corso del Consiglio Regionale della Lombardia, a un’interpellanza del Movimento 5 Stelle Lombardia che chiede alla Giunta che cosa intende fare in merito all’uso dei dati sanitari prodotti dalla Regione Lombardia da parte di enti esterni consentito da una delibera del luglio 2014: “Regole per l’accesso ai dati del DataWareHouse di Regione Lombardia”. Dario Violi, consigliere del movimento 5 Stelle Lombardia, dichiara: “Non capiamo perché i dati sanitari dei cittadini lombardi, che sono sensibili e protetti dalla garanzia dalla privacy, debbano essere messi a disposizione di soggetti terzi. La delibera ha delle anomalie segnalate anche dalle autorità per la garanzia del trattamento dati personali alla Regione. Vogliamo capire come la Lombardia intende salvaguardare quei dati”. L’Assessore Mantovani ha spiegato che è in definizione un documento che integrerà e disciplinerà con maggior precisione le collaborazioni di Regione Lombardia nell’abito della valutazione e del controllo delle prestazioni sanitarie di Regione Lombardia e l’accesso al database. Il documento sarà trasmesso all’autorità garante per la privacy. Violi ha replicato: “Sono parzialmente soddisfatto della risposta dell’assessore , i dati personali vanno protetti e ci auguriamo che la Lombardia faccia tutto il possibile per farlo. A Londra, per esempio, qualche tempo fa, sono stati venduti alle assicurazioni i dati sanitari dei cittadini. Ci auguriamo che questo non accada in Lombardia: sono i cittadini lombardi gli unici proprietari dei propri dati sanitari”.

Salvaguardia delle Banche Popolari (mozione di un altro gruppo politico). Grazie a Renzi le banche popolari che hanno un attivo superiore agli 8 miliardi di euro dovranno necessariamente trasformarsi in Spa. Dopo la manina salva Berlusconi ora mette entrambe le mani sulle banche popolari, privatizzando e accentrando il potere finanziario nelle grandi lobby bancarie, penalizzando ancora cittadini e PMI!

Soppressione corsi di laurea a Mantova (mozione di un altro gruppo politico). Nell’ultima seduta il Consiglio Regionale si è mosso per evitare la soppressione di quattro importanti corsi di laurea a Mantova. “Questi corsi hanno contribuito allo sviluppo sociale di interi quartieri”.

FONTE: Lombardia 5 Stelle

Category: News

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