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Strage di Seveso: ecco il disastro che stiamo ignorando

Ieri è ricorso il triste anniversario della tragedia di Seveso che accadde il 10 luglio 1976 alle ore 12.37.

Nello stabilimento chimico dell’ICMESA una valvola di sicurezza del reattore A-101 esplode provocando la fuoriuscita di alcuni chili di diossina nebulizzata: TETRA-CLORO-DIBENZO-PARADIOSSINA, la più pericolosa delle diossine e oggi volgarmente conosciuta proprio con il nome di Diossina Seveso.

Per 5 lunghi giorni i tecnici dell’ICMESA e le autorità rassicurano e minimizzano. Solo dopo una moria diffusa di animali e piante e i primi casi di intossicazione viene emanata una ordinanza: “divieto di toccare la terra, gli ortaggi, l’erba, di consumare frutta e verdura, animali da cortile e di esporsi all’aria aperta. Si consiglia un’accurata igiene della persona e dell’abbigliamento.”

La nube tossica interessa il territorio di 7 comuni: Meda, Barlassina, Seveso, Seregno, Cesano Maderno, Bovisio, Desio e una popolazione di circa 100.000 persone.

I casi di intossicazione aumentano: i più colpiti sono i bambini. Si dà nome ad una malattia finora quasi sconosciuta: la CLORACNE. Un numero imprecisato di bambini rimane sfigurato dalla CLORACNE e porterà per sempre sulla propria pelle gli effetti di questa micidiale sostanza.

I danni sanitari, materiali e morali di questo disastro ecologico provocato dall’uomo restano incalcolabili. A 37 anni di distanza da questo disastro il terreno è ancora intriso di diossina, nonostante lo stabilimento chimico sia stato interrato ed al suo posto ci sia ora il ” Bosco delle Querce” impiantato nella zona a segnare, con un itinerario della memoria, un evento da non dimenticare.

Lo Stato sembra invece aver dimenticato e oggi progetta un’autostrada, la Pedemontana, che violerà proprio il Bosco delle Querce e interverrà con  cantieri e movimento terra proprio nelle aree contaminate.

Il M5S non dimentica!

E non dimentica che oggi il territorio italiano conta circa 1000 aziende a Rischio di Incidente Rilevante, molte delle quali insistono in aree fortemente antropizzate mettendo a rischio la vita di centinaia di migliaia di persone e ipotecando negativamente lo sviluppo sostenibile di città e territori dall’inestimabile valore ambientale, storico e culturale.

Grazie.

Category: Ambiente, News

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