Cesano Maderno 5 Stelle

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UNO VALE UNO, E QUALCUNO VALE DUE (DI PICCHE)

Nuovo documento 2017-06-14 (1)

In una fredda sera di dicembre è iniziata la lunga campagna elettorale cesanese del Movimento 5 Stelle. Siamo partiti da un gruppo ben consolidato, ma non è stato facile iniziare: per dimostrare di avere una lista di incensurati mai candidati con i partiti occorre produrre diverse carte, mica puoi prendere cinque o sei personaggi conosciuti, una decina di parenti e qualche riempilista a caso per arrivare a ventiquattro consiglieri.
Nel mentre dei consueti banchetti in piazza, si è lavorato duro sul programma come elemento fondante della campagna: più idee, meno faccioni!
Eravamo soli nelle piazze, come sempre, a chiedere partecipazione alle attività consiliari e alla stesura del programma. Sono arrivati tanti cittadini, qualcuno ancora a proporre alleanze, teste dure!

All’arrivo delle giornate primaverili, ecco i primi segnali di risveglio degli apparati partitici: faccioni sui giornali, bilanci di fine mandato, guerra tra bande sulla mensa scolastica – sulla pelle dei bambini, tanto non votano.
Bisogna raccogliere le firme: lo facciamo in piazza, durante i banchetti, sempre alla presenza di un certificatore – giornate intere dedicate a questo esercizio di democrazia, nel rispetto delle regole. Qualcuno si ferma, altri ci evitano e molti ci guardano increduli: a loro basta il giro dei pianerottoli nei palazzoni, perché perdere tempo in piazza?
Con i balletti dei socialisti che saltano da una lista all’altra, parte il teatrino degli accordi elettorali: tra una grigliata di Pasqua ed un ponte del primo maggio, ci lasciano in eredità 20 anni di incenerimento rifiuti per qualche litro di acqua calda in più – e lo fanno nell’ombra, in una deserta aula consiliare alle 10 del mattino.
Letti i giornali locali, è tutto fantastico, a Cesano si vive benissimo, cosa ne sanno i grillini che non sono mai sul territorio? Andiamo oltre le provocazioni di quella faina di L.Z., torniamo al consueto banchetto, ma qualcosa è cambiato: gazebo, striscioni, biciclette, bandiere, manifesti, strette di mano, sorrisi… non c’è più posto per noi, l’accozzaglia partitica ha occupato ogni piazza intasando di richieste di permesso gli uffici preposti.
“Abbiamo avuto dei problemi, le vostre richieste sono finite in fondo al cassetto”. Vecchie volpi, ci spostiamo in altre piazze senza problemi, tanto tra un paio di settimane ritorneremo soli e non sentiremo certo la loro mancanza, anzi!
Al banchetto si alza l’affluenza, tanti sorrisi (in maggioranza falsi, ma li ricambio volentieri), tante strette di mano: qualche pakistano chiede 30 € per il voto, altri si accontenterebbero di qualche buono pasto. Li rimandiamo al mittente con posta prioritaria!

Fioccano inviti per dibattiti e incontri con associazioni, comitati, parrocchie: decidiamo di ascoltare tutti (ma proprio TUTTI!!!), illudendoci che siano ottime occasioni per un dibattito partecipato dai cittadini!
Ci prepariamo bene: forma e contenuto, programma e idee, metodo e merito. Noi ci siamo, i cittadini no: tra il pubblico i soliti volti noti e i candidati di quella schiera di dodici liste che si apprestano a contendersi voti e preferenze. Da occasione di dibattito e confronto, si finisce con slogan, microfoni malfunzionanti (deprimente il Giornale di Seregno) e vecchie volpi piddine che ululano come quindicenni allo stadio quando alla Sacra vogliamo far parlare tutti i candidati (L.G. & S.F. – ci aspettiamo la stessa passione in Consiglio Comunale, con un minimo di educazione in più, che non guasta mai) oppure quando ci sentono parlare di Europa o di rifiuti (P.D. & più U.B.). Qualcuno ne approfitta per fare un po’ di cinema sui giornali e molti abboccano. Qualche travestito della politica prova anche a copiarci il programma: bel tentativo, ma le idee bisogna saperle sostenere, senza balbettare possibilmente.
Finiti gli incontri, ci si prepara al giorno delle elezioni, volantinando nei ritagli di tempo con tutta la squadra: missione impossibile! Troviamo caselle postali gonfie di carta partitica rimborsata elettoralmente: volantini, lettere, giornalini e giornaletti, dove ad ogni riga corrisponde una leccata all’amministrazione uscente e a tutta la loro banda.
Gli stessi li ritroviamo nei bar, nei negozi, dal barbiere, nei tombini. I santini sono ovunque, anche infilati tra la cassetta delle ciliegie e quella dei meloni dal fruttivendolo… va bene, fa parte del gioco, fino a che ti arriva il santino del PD al pronto soccorso di Desio: no comment, non hanno proprio dignità.
Una lunga giornata quella del voto: tanti rappresentanti di lista e pochi elettori, tutti scortati ai seggi per evitare che durante il tragitto dimentichino quale nome scrivere sulla scheda. L’affluenza è bassa, ma molti sono contenti, perché lo spoglio durerà meno! Ore 23, si parte con lo scrutinio: poche contestazioni, alcuni santini infilati dentro le schede elettorali, qualcuno prova a strappare qualche preferenza in più, pochi ribattono perché sono tutti stanchi e delusi.

Il risultato è sempre lo stesso: Cesano ha premiato la continuità.
Mi avvicina un rappresentante della Lega, tra delusione e rabbia: “Voi non potete stare lì così, bisogna unirsi per mandarli a casa!”
Faccio finta di nulla, riguardo i risultati delle sezioni: “quindi Lei entrerà in consiglio?”. Stufo, risponde: “Io porto acqua alla lista”.
Riguardo i risultati con occhio stanco: mediamente abbiamo preso il 9%, ma alla sezione 16 di San Bernardo abbiamo preso l’1%; forse sono troppo stanco, sarà il 10% – sicuramente presidente di seggio e rappresentanti di lista avranno vigilato attentamente, dubito abbiano firmato i verbali senza verificare, vero!?
Il giorno seguente l’aria è ancora pesante, squilla il telefono, ma sono solo giornalisti in cerca del commento alla sconfitta. Sconfitta? Abbiamo preso 1381 voti di lista (o 1429, in funzione della sezione 16) e ho preso personalmente 1469 voti come sindaco, senza fare campagna elettorale porta a porta, senza persone conosciute sul territorio e senza spendere 1 € di rimborsi elettorali. Abbiamo mantenuto due consiglieri, sicuramente ne avremmo voluti tre o quattro, ma gli altri sono in tanti e sapevo sarebbe stata durissima! Siamo comunque il quarto partito a Cesano Maderno, dietro a PD, Vivi(malea)cesano e Lega Nord.
Un immenso grazie a tutti gli elettori che hanno messo una croce sulla nostra lista e sul mio nome. Un abbraccio fortissimo a tutte quelle persone che mi conoscono da molti anni, con le quali ci siamo persi di vista, che comunque nel silenzio mi hanno votato dimostrandomi fiducia – sono arrivati diversi messaggi di incoraggiamento che non mi sarei mai aspettato e che mi hanno riempito il cuore.
Ora c’è il ballottaggio, il risultato sembra già scritto.
Vero anche che non si può mai sapere cosa può succedere nella solitudine della cabina elettorale.

Mi raccomando solo di una cosa: non mi importa chi votate, non mi interessano calcoli e speculazioni partitiche, ma per favore andate a votare, diamo un segnale di democrazia, non fate i quaqquaraqquà!

Dario Pizzarelli

Category: News

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